31 gennaio 2010 al Gemeentelijk Sportcentrum di Breda ,Olanda, è tutto pronto per questa nuova edizione del campionato euroasiatico di kyoukushin karate.
Enorme la partecipazione di pubblico ,ingresso euro 5 ,con incasso devoluto alla tragedia di Haiti, 5000 stipati sugli spalti di un palazzo dello sport che viene spesso utilizzato per incontri di Muay thay e tornei di Free fight (gli olandesi ne sono ghiotti).
Certamente questo megatorneo organizzato di tutto punto dalla International karate Organization Tezuka group è l’unico torneo intercontinentale di karate che ha regole veramente dure. Innanzitutto la regola dell’Open Weight senza categorie di peso dopo i primi 2 incontri ad eliminazione diretta ,uniche protezioni paradenti e conchiglia contatto pieno regola dal K.O e ciliegina sulla torta dopo i primi 2 incontri dagli ottavi in su, in caso di parità shiwari (tecniche di rottura)per determinare chi passa il turno sia nei tornei maschili che femminili.
Eccezionale il colpo d’occhio ,la cerimonia di apertura vede l ‘esibizione di un gruppo che si esibisce con i tamburi di guerra giapponesi e con altri strumenti nipponici il tutto ripreso dalle televisioni Olandesi e belghe. Al centro l’unico tatami illuminato dove si combatte a ritmo dei tamburi di guerra giapponesi come per campionati del mondo che fan salire l’adrenalina a 1000,mentre il resto della struttura è completamente al buoi per dare l ‘idea dell’ importanza dell’ evento. Chi si trova troppo lontano può vedere i combattimenti attraverso due maxischermi posizionati in alto, spettacolare. Sfilata dei rappresentanti delle nazioni e atleti al suono di musica e tamburi .Presenti tutte le cariche mondiali del Kyokushinkai karate ad esclusione di kancho Tezuka rimasto in Giappone a causa di problemi di salute ma comunque rappresentato dal numero 2 dell ‘Hombu dojo Giapponese Shihan Mori.
Numerose le nazioni partecipanti provenienti da tutte le altre organizzazioni mondiali del Kyokushin, alcune addirittura con doppio numero di atleti per quanto riguarda la Spagna e la Francia due vere corazzate, ma ottima la partecipazione di tante altre nazioni Olanda, Belgio, Svezia, Svizzera, Inghilterra, Austria, Germania, Georgia, Ukraina, Russia, Pakistan, Arzerbhaigian, Iran, Grecia e infime ohime anche l’Italia da me rappresentata quale atleta rappresentante.
A un passo dai 40 anni sono il “nonno” della categoria che ha come limite proprio i 40 dopo i quali si passa nella categoria “Veterani”.Mi trovo a dover combattere con ragazzi dai 19 ai 30 anni vieni di vigore e forza fisica assistiti da staff di prim’ ordine fa niente ci provo. La sfortuna ha voluto che la settimana prima delle gare sono immobilizzato a letto per una forte infiammazione al nervo sciatico(poi dopo scoprirò che trattasi di ernia del disco) che mi paralizza la gamba e mi da una insensibilità al piede e tibia sinistro. Non riesco a poggiare il piede per terra provo un dolore atroce nonostante le iniezioni di cortisone , il dolore non cessa. Decido di partire lo stesso nonostante il parere contrario di tutti ,medici compresi .Dopo una settimana di letto e riposo assoluto ho i muscoli completamente rattrappiti sarà anche l’effetto del cortisone e degli antiinfiammatori che devo prendere di continuo per moderare il dolore(altrimenti non sto i piedi).
Arrivato a Breda informo i medici delle mie condizioni e dell’uso di cortisone mi dicono che non posso combattere io insisto mi fanno firmare liberatoria in caso di morte o incidente grave. Incontro Shihan Boris Belov e lo squadrone Russo mi abbracciano ancora si complimentano con me per i 30 combattimenti in Belgio in agosto, Shihan Boris mi guarda in faccia e mi chiede se sto bene. Gli spiego i miei problemi e lui dice non hai niente da dimostrare riposa quando non si sta bene non si deve combattere non puoi regalare alla avversario una gamba io gli dico voglio provare. Inserito nella categoria supermassimi dai 90 ai 140 kg li non si scherza un gedan mawashi tirato sulla gamba potrebbe rompermi il nervo già debole e mettere fine alla mia carriera. Sono così pazzo(crazy) come mi dicono i russi da provare ,lo spagnolo pesa 105 kg io 95 siamo li, ma lui troppo più in forma di me compresi 15 anni di meno ,resisto poco sul tatami la gamba mi fa troppo male dopo i primi scambi mi accorgo che qualcosa non va mi fermo chiedo scusa mi arrabbio mi tiro un pugno da solo sulla gamba se potessi la taglierei non regge devo uscire ,gli applausi di tutti gli Atleti e dei 5000 dello Sportcentrum mi aiutano a superare il momento. Shihan Breugelmans mi dice di rimettere la maglietta quale rappresentante delle nazione.
Sensei Arzoogh già 2 volte campione Europeo e vice campione mondiale mi chiede di fargli da secondo nelle finali(troppo onore) faccio del mio meglio cerco di dargli dei buoni consigli lo vedo nervoso e dal di fuori si nota che i suoi combattimenti non sono all’ altezza del personaggio nei quarti un bel K.O. lo rilancia ma nelle semifinali si lascia irretire dallo spagnolo e perde si deve accontentare del 3 posto quest’ anno dopo aver vinto le ultime due edizioni della competizione. La domanda che gli atleti di tutti i paesi sistematicamente mi fanno e che dopo un po’ mi fa rispondere in maniera quasi seccata : ma come mai non ci sono altri atleti italiani che combattono?
Io oramai mi sono rassegnato, trovare atleti come quelli visti in Olanda qui in Italia e soprattutto in questa realtà vicentina è praticamente impossibile troppo”cocchi di mamma” troppo abituati ad aver tutto senza sacrificio ma soprattutto senza i cosidetti “cocones” come dicono gli spagnoli per potar salire su un tatami ed affrontare senza esclusione di colpi un'altra persona più motivata e determinata. Qui si preferisce optare per il finto karate quello che molti chiamano “sportivo” si fa finta di combattere megacoperti da protezioni di ogni tipo , si fa finta di tirare un pugno si fa finta di tirare un calcio e si diventa campioni senza prendere neanche un solo pugno (bello così )io lo chiamo il karate del nulla, perché ormai dell’arte marziale non ha proprio più nulla. Leggevo tempo fa alcuni “VATE” di questo pseudo karate dicevano, l’ Italia è all’avanguardia in questo tipo di combattimenti(Io però non ne farei un vanto) credo che sia l’ennesima dimostrazione di pochezza del nostro paese . Se poi penso che queste persone vanno ad insegnare difesa personale con questi presupposti a degli adolescenti, mi vien quasi da ridere. Ma lasciamo perdere in Italia purtroppo l’andazzo è questo e dato che la politica preferisce dirigersi verso questo tipo di competizioni credo che il livello rimarrà sempre sottoterra
Chi pratica il karate vero (in particolare il kyokushin e siamo pochi in Italia) a contatto pieno, ha sempre poche persone in palestra e alle volte neanche troppo motivate. Tramite amici in varie parti d Italia ho chiesto di trovare giovani dai 18 ai 25 (possibilmente non Italiani ma provenienti da altre etnie,hanno più nerbo e spirito di sacrificio) che abbiano voglia di cimentarsi in tornei Internazionali in Europa e Asia rappresentando il nostro paese credo questo sia l’unico modo per poter trovare atleti di spessore. Per quanto mi riguarda sono già pronto in prospettiva a prepararmi per i mondiali e europei categoria Veterani che si terranno In Giappone e in Francia l’anno prossimo i primi tra 2 anni i secondi. Per finire i numeri di questo torneo: la classifica finale ha visto trionfare nella categoria uomini la Spagna(Daniel Sanchez) ,seconda Germania terzo Iran -categoria veterani primo posto Ukraina secondo e terzo posto il Belgio- categoria donne primo posto per la Svizzera Baucher seconda Olanda terza Ukraina. In tutto ci sono stati 12 K.O. tra torneo maschile e femminile tutti molto spettacolari .Per il K.O. più veloce è stato premiato l’Olandese Sammy Lee Muller .
Due incontri finiti alle tecniche di rottura con un massimo di 5 tavole da 3 centimetri rotte da un atleta tedesco nei quarti di finale .Tra le immagini più belle di questo campionato mi è rimasta impressa quelle di una atleta Olandese 20enne durante il suo incontro si è rotta 3 dita della mano destra è uscita sorridente abbracciata dai genitori che dicevano ai medici in tutta serenità “no problem “ sono rimasti con lei li fino alla fine della competizione e poi sono andavi via (in ospedale?).Una cosa del genere qui in Italia avrebbe scatenato una tragedia greca con pianti e scene di isterismo da parte dei genitori. Purtroppo loro sono avanti di cento anni noi indietro di cento.OSU.Gennaro di donato
PER FOTO E VIDEO VEDERE NELLE APPOSITE SEZIONI
SHIN GO DO
Shin = Nuovo/a Go = Difesa DO = VIA,METODO
Letteralmente tradotto in italiano significa pratica della nuova via della difesa,
in realtà non ha nella storia alcuna nobile origine secolare, almeno non nel nome , ma nei contenuti si.
Si tratta infatti dell’espressione sincretica delle esperienze che abbiamo maturato nello studio degli stili più antichi e più moderni di combattimento armato e non,e che siamo riusciti ad elaborare in una specialità che costituisce lo “zoccolo duro” delle nostre materie in quanto attiene allla sopravvivenza in senso fisico di chi subisce una aggressione.
E’ qualcosa di molto asciutto poco spettacolare sostanzialmente inadatto all’immaginario cinematografico, che osserva criteri di concreta efficacia perché rivolto a persone normododate e disabili in sintonia con loro capacità motoria, ed essendo la posta in gioco la vita non ci si può permettere di creare illusioni o deliri di onnipotenza né nell’una né nell’altra categoria
I principi da cui muove sono quelli del karate Wado Ryu del maestro Otsuka Hironori.giunti a noi in linea diretta con il maestro Yutaka Toyama in sintonia con il kenjutsu di stile Tatsumi del compianto maestro KATO.
La pratica è finalizzata alla creazione di una consapevolezza difensiva a 360 gradi mediante l'apprendimento di tecniche fisiche e psicologiche strettamente attinenti al concreto della realtà moderna ed a quella tradizionale.
Come tutte le attività marziali è costituita dai vari elementi che possiamo sintetizzare in
KIHON :
TSUKI WAZA tecniche di movimento degli arti superiori
AsHI WazA e KERI WAZA tecniche di movimento degli arti inferiori
RENRAKU WAZA tecniche combinate di combattimento
KUMITE GATA
Esercizi in coppia che riproducono situazioni di aggressione reale a mano nuda Allo scopo di esercitare il senso della corretta distanza di reazione della velocità e della precisione / potenza dei colpi.
Oyhon KUMITE
La pratica delle tecniche apprese secondo uno schema ordinato ma espresso
in semi libertà per quanto riguarda i ritmi e le velocità degli attacchi portati.Si apprendono ai livelli superiori della disciplina e si eseguono con armi soft air per la totale sicurezza degli atleti.
Tachi WAZA
Apprendimento dell'uso della spada "KATANA" e del "BOKUTO" sua versione in legno E' indispensabile per poter poi efficacemente difendersi dalle stesse
KENBU no KATA OMOTE KATA
Forme di movimento prestabilite da eseguire da soli ed in coppia con estrema precisione tra due avversari armati di spada.
JO NO KATA
Come sopra armati di bastone contro spada.
TANTO --JO---TANBO No WAZA
Appredimento dell'uso del coltello,del bastone e del bastone corto a scopo difensivo.
La difesa dalle armi appena citate si esprime con il termine Dori avremo quindi techine specifiche
da eseguire da soli ,ed in coppia chiamate rispettivamente:
TACHI DORI__TANTO DORI __JO DORI__ TAMBO DORI
Concludiamo specificando che per ragioni evidenti la disciplina non prevede alcuna forma di combattimento effettivo se non a mano nuda ad impatto controllato e per le disipline armate usando riproduzioni ed attrezzi inoffensivi.
Shihan
Francesco Santonocito
Seppuku (切腹, Seppuku?) è un termine giapponese che indica un rituale per il suicidio in uso tra i samurai. In Occidente viene usata più spesso la parola harakiri (腹切り, harakiri?), a volte in italiano volgarizzato come karakiri, con pronuncia e scrittura errata dell'ideogramma hara. Nello specifico, però, seppuku e harakiri presentano alcune differenze, qui di seguito spiegate.
La traduzione letterale di entrambi i termini è "taglio del ventre" e veniva eseguito, secondo un rituale rigidamente codificato, come espiazione di una colpa commessa o come mezzo per sfuggire ad una morte disonorevole per mano dei nemici. Un elemento fondamentale per la comprensione di questo rituale è il seguente: si riteneva che il ventre fosse la sede dell'anima, e pertanto il significato simbolico era quello di mostrare agli astanti la propria anima priva di colpe in tutta la sua purezza.
Alcune volte praticato volontariamente per svariati motivi, durante il periodo Edo (1603 – 1867), divenne una condanna a morte che non comportava disonore. Infatti il condannato, vista la sua posizione nella casta militare, non veniva giustiziato ma invitato o condannato a togliersi da solo la vita praticandosi con un pugnale una ferita profonda all'addome di una gravità tale da provocarne la morte.
Il taglio doveva essere eseguito da sinistra verso destra e poi verso l'alto. La posizione doveva essere quella classica giapponese detta seiza cioè in ginocchio con le punte dei piedi rivolte all'indietro; ciò aveva anche la funzione d'impedire che il corpo cadesse all'indietro, infatti il guerriero doveva morire sempre cadendo onorevolmente in avanti. Per preservare ancora di più l'onore del samurai, un fidato compagno, chiamato kaishakunin, previa promessa all'amico, decapitava il samurai appena egli si era inferto la ferita all'addome, per fare in modo che il dolore non gli sfigurasse il volto.
La decapitazione (kaishaku) richiedeva eccezionale abilità e infatti il kaishakunin era l'amico più abile nel maneggio della spada. Un errore derivante da poca abilità o emozione avrebbe infatti causato notevoli ulteriori sofferenze. Proprio l'intervento del kaishakunin e la conseguente decapitazione costituiscono la differenza essenziale tra seppuku e hara-kiri: sebbene le modalità di taglio del ventre siano analoghe, nello hara-kiri non è prevista la decapitazione del suicida, e pertanto viene a mancare tutta la relativa parte del rituale, con conseguente minore solennità dell'evento.
Il più noto caso di seppuku collettivo è quello dei "Quarantasette rōnin", celebrato nel dramma Chushingura, mentre il più recente è quello dello scrittore Yukio Mishima avvenuto nel 1970. In quest'ultimo caso il kaishakunin Masakatsu Morita, in preda all'emozione, sbagliò ripetutamente il colpo di grazia. Intervenne quindi Hiroyasu Koga che decapitò lo scrittore.
Una delle descrizioni più accurate di un seppuku è quella contenuta nel libro Tales of old Japan (1871) di Algernon Bertram Mitford, ripresa in seguito da Inazo Nitobe nel suo libro Bushido, l'anima del Giappone (1899). Mitford fu testimone oculare del seppuku eseguito da Taki Zenzaburo un samurai che, nel febbraio 1868, aveva dato l'ordine di sparare sugli stranieri a Kobe e, assuntasi la completa responsabilità del fatto, si era dato la morte con l'antico rituale. La testimonianza è di particolare interesse proprio perché resa da un occidentale che descrive una cerimonia, così lontana dalla sua cultura, con grande realismo.
Coltello tantō, usato per il seppuku
Nel 1889, con la costituzione Meiji, venne abolito come forma di punizione. Un caso celebre fu quello dell'anziano ex-daimyō Nogi Maresuke che si suicidò nel 1912 alla notizia della morte dell'imperatore. Casi di seppuku si ebbero al termine della Seconda guerra mondiale tra quegli ufficiali, spesso provenienti dalla casta dei samurai, che non accettarono la resa del Giappone.
Con il nome di Jigai, il seppuku era previsto, nella tradizione della casta dei samurai, anche per le donne; in questo caso il taglio non avveniva al ventre bensì alla gola dopo essersi legate i piedi per non assumere posizioni scomposte durante l'agonia.
L'arma usata poteva essere il tantō (coltello), anche se più spesso, soprattutto sul campo di battaglia, la scelta ricadeva sul wakizashi, detto anche guardiano dell'onore, la seconda lama (più corta) che era portata di diritto dai soli samurai.

Il kyokushinkai o kyokushin karate ("via della verità" o "verità assoluta" - kyokushinkai significa letteralmente "associazione per la estrema verità") è uno stile di karate fondato dal maestro Masutatsu Ōyama (Grande Montagna) (1923-1994) e ufficialmente iniziato nel 1961 in occasione dell'apertura di un dojo a Los Angeles, sebbene Oyama fosse noto anche fuori dei confini del Giappone, e in particolare negli Stati Uniti già dagli anni '50
Il kyokushin karate è uno stile di karate a contatto pieno e viene detto anche Full Contact Karate o karate contact o Fighting Karate in inglese o Kenka Karate in giapponese.
Ispirato al Confucianesimo e alla filosofia Zen, il kyokushinkai, è oggi tra le arti marziali più popolari al mondo. Lo stile di karate è la sintesi delle esperienze del maestro Mas Oyama che sin da giovanissimo si è dedicato alle arti marziali praticando il judo e la boxe. Determinante per la sua formazione la frequentazione del dojo di Gichin Funakoshi, presso l'università Takushoku, dove inizia a studiare con dedizione il Karate Okinawa (fondando successivamente il Karate Shotokan). Tra le esperienze del fondatore del kyokushinkai l'ingresso nella Butokukai, l'accademia formativa dell'Arma Imperiale Giapponese, specializzata in guerriglia, spionaggio e combattimento a mani nude, dove Oyama passa 2 anni.
Lo stile è improntato ad una severa disciplina dei praticati e ad un allenamento particolarmente rigoroso. In gara si prevede il contatto pieno e nessuna protezione (sono vietati i pugni al volto). I gradi di perfezionamento sono distinti con i vari colori delle cinture che gli allievi indossando su una divisa rigorosamente bianca e sono nell'ordine: bianco, arancione, blu, giallo, verde, marrone e nero.
L'associazione "karate kyokushinkai" conta oggi migliaia di allievi con scuole sparse in tutto il mondo e sede principale a Tokyo. Al vertice dell'organizzazione il maestro Akiyoshi Matsui ha sostituito Oyama dopo la sua morte nel 1994. L'organizzazione risulta comunque divisa perché altri illustri allievi ritengono di essere i veri eredi dello stile di Oyama. In Italia l'organizzazione di riferimento è la AIKK presieduta da Shihan Wakiuchi (uno dei più eclettici allievi di Mas Oyama) con sede principale a Messina
Il kyokushinkai o kyokushin karate ("via della verità" o "verità assoluta" - kyokushinkai significa letteralmente "associazione per la estrema verità") è uno stile di karate fondato dal maestro Masutatsu Ōyama (Grande Montagna) (1923-1994) e ufficialmente iniziato nel 1961 in occasione dell'apertura di un dojo a Los Angeles, sebbene Oyama fosse noto anche fuori dei confini del Giappone, e in particolare negli Stati Uniti già dagli anni '50
Il kyokushin karate è uno stile di karate a contatto pieno e viene detto anche Full Contact Karate o karate contact o Fighting Karate in inglese o Kenka Karate in giapponese.
Ispirato al Confucianesimo e alla filosofia Zen, il kyokushinkai, è oggi tra le arti marziali più popolari al mondo. Lo stile di karate è la sintesi delle esperienze del maestro Mas Oyama che sin da giovanissimo si è dedicato alle arti marziali praticando il judo e la boxe. Determinante per la sua formazione la frequentazione del dojo di Gichin Funakoshi, presso l'università Takushoku, dove inizia a studiare con dedizione il Karate Okinawa (fondando successivamente il Karate Shotokan). Tra le esperienze del fondatore del kyokushinkai l'ingresso nella Butokukai, l'accademia formativa dell'Arma Imperiale Giapponese, specializzata in guerriglia, spionaggio e combattimento a mani nude, dove Oyama passa 2 anni.
Lo stile è improntato ad una severa disciplina dei praticati e ad un allenamento particolarmente rigoroso. In gara si prevede il contatto pieno e nessuna protezione (sono vietati i pugni al volto). I gradi di perfezionamento sono distinti con i vari colori delle cinture che gli allievi indossando su una divisa rigorosamente bianca e sono nell'ordine: bianco, arancione, blu, giallo, verde, marrone e nero.
L'associazione "karate kyokushinkai" conta oggi migliaia di allievi con scuole sparse in tutto il mondo e sede principale a Tokyo. Al vertice dell'organizzazione il maestro Akiyoshi Matsui ha sostituito Oyama dopo la sua morte nel 1994. L'organizzazione risulta comunque divisa perché altri illustri allievi ritengono di essere i veri eredi dello stile di Oyama. In Italia l'organizzazione di riferimento è la AIKK presieduta da Shihan Wakiuchi (uno dei più eclettici allievi di Mas Oyama) con sede principale a Messina
Kumite dei cento uomini del Kyokushinkai Karate

L’organizzazione del Kyokushinkai ha costruito la sua forza sul fondamento del coraggio e dell’abilità nel combattimento non soltanto del Grande Maestro Masutatsu Oyama, ma anche dei suoi allievi. Sosai Oyama ha quindi introdotto una prova unica soltanto al Kyokushin Karate, il cosiddetto “ Hyaku Nin Kumite” o “ Kumite dei Cento uomini”.
Questa è considerata la prova estrema nel Kyokushin Karate, poiché si deve combattere contro cento avversari in pieno contatto per abbatterli in un incontro, che dura due minuti. Chi dovesse rimanere a terra per più di cinque secondi, fallirebbe la prova anche se fosse l’ultimo combattimento.
A rendere la prova più difficile la maggior percentuale di combattimenti deve essere vinta per Ippon, (punteggio pieno) senza ricevere continue ammonizioni, o bloccare soltanto allo scopo di rimanere in piedi.
A dimostrazione che questa impresa poteva essere compiuta, nella sua prima Sosai Oyama combatté cento avversari per ognuno di tre giorni consecutivi. Avrebbe voluto continuare anche un quarto giorno, ma non erano rimasti avversari da fronteggiare. Non c’è da stupirsi che soltanto altre tredici persone in tutto il mondo abbiano portato a termine con successo questa prova in cui soltanto il più forte, sia mentalmente che fisicamente, giunge alla vittoria.
Due Karateka di fama di Kyokushin hanno recentemente realizzato questa impresa. Sono Sensei kenj Yamaki 4° Dan del Giappone e Sensei Francisco Filho 3° Dan del Brasile. Entrambi i combattimenti, che si sono svolti nelle sedi centrali di Kyokushin del Giappone, sono stati filmati dal vivo.
Yamaki, che è l’attuale campione Mondiale ha combattuto il 18 Marzo 1995 ed ha impiegato tre ore e 27 minuti per completare il suo combattimento contro 100 uomini. Ha vinto 22 combattimenti per Ippon, 61 per decisione arbitrale, dei quali 23 erano Waza – ari (metà punteggio), in dodici combattimenti ha conseguito parità di punteggio, ha perso soltanto 5 combattimenti.
Filho, che è l’attuale campione Mondiale dei Pesi Massimi, ha combattuto il 22 Marzo 1995 ed ha impiegato 3 ore ed 8 minuti per portare a termine il suo combattimento contro 100 uomini. Ha vinto 26 combattimenti per Ippon, 50 per decisione arbitrale, in 24 combattimenti ha conseguito parità di punteggio, e non ha perso nessun combattimento.
Avendo compiuto questa impresa, essi si sono uniti a quell’élite di uomini che sono considerati come leggenda nel Giappone e nel mondo del Karate. Da quando è iniziato per la prima volta, 35 anni fa, il Kumite dei cento uomini, è sempre stato completato nell’arco dei 2 giorni con 50 combattimenti al giorno. Poi Sosay Oyama decise che la prova doveva essere completata in un solo giorno.
Il 1 Dicembre 1972, Shihan Haward Collins 7°Dan della Gran Bretagna, completò i suoi 100 combattimenti in un solo giorno, in meno di quattro ore. Da allora, tutti coloro che hanno completato questa prova, l’hanno fatto in meno di quattro ore. Sono queste le persone che Sosay Oyama considera veri budoka, coloro che hanno affrontato la vera prova del combattimento dei 100 uomini, poiché è l’addestramento di anni che forgia uno spirito indomito ed una volontà di granito.
Ma coloro che sono riusciti in questa prova eccezionale, possono veramente definirsi umili in quanto non si vantano del risultato. Per capire questa prova non è necessario essere campioni mondiali poiché dei tredici soltanto Shokei Matsui Grandmaster di Kyokushinkai, ha vinto il 4° Torneo Mondiale Open e Kenji Yamaki ha vinto il 6° Torneo Mondiale.
Molti Karateka, compreso il due volte campione mondiale, Shihan Makoto Nakamura (6° Dan) hanno tentato questa impresa ma senza successo. Shihan Kenji Sampei (6° Dan) ha fallito la sua prima prova dopo 49 incontri; ha però perseverato ed è riuscito al 2° tentativo
Per riuscire in questa prova è necessario avere una forte consapevolezza dello “Spirito di Osu” o una perseveranza al di là dei limiti normali.
Il Kumite dei 100 uomini è “La Prova Suprema dello Spirito di Osu”, la prova estrema della perseveranza fisica e mentale nelle Arti Marziali. Il Kumite dei 100 uomini offre oggi ai combattenti di Karate dotati di grande dedizione una sfida come nessun altra in qualsiasi arte marziale o sport.
Spring Camp 2012
Primo grande appuntamento del 2012anticipo del piu corposo summer camp molti atleti e tanto allenamento ma è il bello del duro allenamento del kyokushinkai.Come sempre ampia la partecipazione dei paesi del Nord europa Olanda in testa poi Francia e Belgio
le black belt del camp
Ultimo aggiornamento (Martedì 15 Maggio 2012 09:02)


